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martedì 26 giugno 2012

CLASSE III D ADDIO ......

UN SALUTO A TUTTI, COMPAGNI, AMICI E PROF. 
TRE ANNI INSIEME ....... SONO PASSATI .......... PIU' O MENO VELOCEMENTE 
A VOLTE MEGLIO ......... A VOLTE UN PO' MENO BENE ..........................
MA RICORDERO'  DECISAMENTE MOLTO BENE 
QUESTO SPEZZONE DELLA MIA VITA!!!!!!!!!!!!!

E ORA UN PO' DI RELAX!!!!!!!!

mercoledì 13 giugno 2012

PRIMO GIORNO D'ESAMI

Oggi è stato il mio primo giorno d'esami ed è stato anche meglio degli altri giorni di scuola.
Ho rivisto i miei compagni e i miei professori...
è stato emozionante........... quasi divertente!!!

lunedì 11 giugno 2012

MALCOLM X ..... ECCO INVECE UN BEL FILM










 TITOLO: Malcolm X
 NAZIONALITA’:  Americana         
ANNO: 1992
GENERE:drammatico, biografico
REGIA : Spike Lee
SCENEGGIATURA: Spike Lee
TRATTO dall’ autobiografia di Malcolm X
PRINCIPALI ATTORI: Denzel Washington (Malcom X), Angela Bassett (Betty Shabbazz)


LETTURA DEL FILM
Ambiente: America - Stati Uniti
Epoca: 1925/1965

                                                                          TRAMA
Malcolm X inizia raccontando di quando era piccolo, afroamericano, settimo di undici figli, sua madre è una donna bianca (in realtà era figlia di una donna nera stuprata da un bianco), che poi diventerà malata di mente, mentre il padre rimarrà ucciso sotto un treno sembrerà un suicidio ma in realtà è opera del Klu Klux  Klan. Sarà separato dai fratelli e dalla mamma e affidato ad una famiglia. Successivamente proverà a tutti i costi ad imitare i bianchi, vestendosi come loro, stirandosi i capelli e facendoli diventare rossi, andrà con le donne bianche …. fino a che un giorno incontra Shorty e comincerà ad arricchirsi con le scommesse clandestine, vendendo cocaina e facendone uso lui stesso. Verrà arrestato e messo in prigione per dieci anni, da dove ne uscirà completamente cambiato grazie alla religione dell’Islam con l’incontro di un predicatore. Lo appassiona la lettura, fin da piccolo il suo desiderio era diventare avvocato, ma sempre dissuaso perché negro. Diventa un bravo pastore e sposa una sua “sorella” Betty Shabbazz e forma una famiglia con lei, e fa parte di una congregazione dell’Islam.  Ma per Malcolm X i problemi non finiscono perché ne troverà altri all’interno della stessa. Lui stesso diventerà razzista nei confronti dei bianchi e plagiato da Elijah Mohammed. Si allontana da loro, fa un viaggio di pellegrinaggio alla Mecca e tornato diventa un altro uomo. Sempre stato uomo di grande carisma, ha una nuova concezione dell’uomo bianco, dell’Islam e del problema razziale. Costruisce una propria organizzazione. Suscita gelosia. Da vari giorni la moglie e adesso anche lui ricevono telefonate intimidatorie dal gruppo islamico da cui si era distaccato. Finirà assassinato a sangue freddo durante un discorso in pubblico.
                                                              COMMENTO AL FILM
Il messaggio che il film vuole dare è che si può cambiare e migliorare non solo la propria vita ma anche di chi ci circonda. Mi ha colpito particolarmente la scena finale dove è stato ucciso. È drammatica ma doppiamente dolorosa: ha combattuto ed è stato eliminato. Lui successivamente è diventato un  mito per tutti i neri e non solo. È commovente la scena dove i bambini di una scuola sudafricana, dopo il discorso di Nelson Mandela (in persona), tutti acclamano: Io sono Malcolm X. Sono stati profondamente colpiti come me. Senza ombra di dubbio il personaggio che mi ha colpito maggiormente è stato Malcolm X e non solo ma anche l’attore che lo ha interpretato magnificamente. Si è immedesimato profondamente in lui, penso che non poteva fare di meglio, facendocelo amare maggiormente e capire chi era Malcolm X. Il film è durato un po’ ma era avvincente, emozionante ed espressivo. Le emozioni che ho provato sono state forti, dall’odio alla rabbia, dalla pena alla sofferenza, dalla tristezza all’ amarezza … Le immagini in bianco e nero fanno la storia più reale e intensa. La partecipazione di Nelson Mandela lo rende ancora più importante. È un film storico ma è reso scorrevole e piacevole come un romanzo: la vita di Malcolm X. Mi ha fatto conoscere ed amare un personaggio storico che avevo già incontrato in un paragrafo di storia, ma non avevo capito molto, ora un po’ di più! Malcolm X nella sua infanzia e adolescenza prova il peggio di ciò che era razzismo e segregazione razziale. Vive nelle strada e tutto ciò che comporta. Vuole sembrare un bianco. Cresce con l’odio verso i bianchi. Desidera fortemente una rivalsa. È razzista lui stesso verso i bianchi. Matura e nasce in lui l’idea della fratellanza, qualsiasi colore esso sia. Muore per i suoi ideali.

RAGAZZO NEGRO ... UN LIBRO INTERESSANTE LETTO QUEST'ANNO


RAGAZZO NEGRO






AUTORE: Richard Wright
GENERE: Romanzo
EDITORE: Einaudi

TRAMA
Richard, un bambino di quattro anni, vive con il fratellino di due anni più piccolo, con la mamma,il papà e la nonna malata a Menphis. Non mancano i guai. Per noia e per cercare un nuovo genere di gioco, da fuoco alla casa. Il papà li abbandona e va a vivere con un’altra donna ma non li mantiene. La mamma è costretta a lavorare per sfamare la famiglia. Per questo, i bambini rimangono tante ore da soli in strada, dove Richard vive diverse esperienze tra cui, imparare tante volgarità, ancora prima di saper leggere, di cui non sa il significato, ubriacarsi a soli sei anni nei saloon, diventare violento per sopravvivere e guadagnarsi il diritto alle strade di Menphis. La sua storia è caratterizzata da un continuo spostamento di città in città, inseguito dalla fame, perseguitato dal comportamento razziale dei bianchi, l’uccisione di uno zio, costretto a stare in orfanotrofio, la separazione dal fratello, dalla mamma …. e spesso picchiato per punizione. Ma seppur  intralciato da queste problematiche,  Richard si è fatto forza ed è riuscito ad avere risultati, difficili per altri ragazzi neri: è andato a scuola, anche se saltuariamente ma è arrivato fino alla settima classe, ha trovato lavoro, cambiandolo spesso,  iniziando fin da piccolo a guadagnare pochi nichel per mantenere la famiglia. Nell’ultima città a Sud è riuscito ad ottenere la giusta somma e quindi è partito per il Nord, Chicago, immaginando una vita migliore.  Lì la libertà e la dignità di un uomo di colore erano maggiori, dove si poteva vivere e guardare le persone in faccia senza paura, con coraggio e senza vergogna.
PERSONAGGI
 Richard, il protagonista e autore del romanzo, in realtà è autobiografico. E’ un bambino di quattro anni, di colore che cresce durante il racconto, ha nove anni, poi quattordici … e poi adulto. Il suo sogno è l’America del Nord, simbolo di libertà e dignità per un uomo nero.
La madre: lavora per mantenere la famiglia, detesta star separata da loro ma non ha scelta. Punisce spesso Richard anche per rafforzare la sua personalità e per formarlo e renderlo indipendente e sicuro nelle strade di Menphis.
Il padre: lavora come guardiano notturno in un emporio di Beale Street, e quando lui dorme durante il giorno,  Richard non può far rumore: in quel momento il padre per lui diventa importante e repulsivo perché entra nell’orbita dei suoi interessi.  Poi lo rivide, trascorso un quarto di secolo, è un mezzadro, con una tuta cenciosa, le mani nocchiute e venose e seppur i vincoli di sangue li rendono parenti , anche se può ritrovare una somiglianza nel viso e nella voce, sono due estranei. Dopo venticinque anni il suo pauroso aspetto è scomparso, vede solo una persona incurvata, sorriso sdentato, capelli incanutiti e constata che non avrebbe mai potuto comprendere né lui né le sue scottanti esperienze,  fuori dalla sua esistenza.
La nonna: malata ma soprattutto bianca.
I vari parenti: zia Maggie, zio Clark, zia Jody, zio Edward, …………
LUOGHI
Menphis e la sua casa: alloggiano in un caseggiato di mattoni a un piano, pavimenti in calcestruzzo. Assenza di verde,  la città gli appare come morta. Dietro la casa ci sono spiazzi lastricati dove lui e il fratello possono giocare. La casa è composta da una cucina e una stanza da letto.
TEMPO
Passato, infatti essendo autobiografico,  comincia a raccontare la sua vita, gli episodi, la scuola, il gioco, le amarezze, i sentimenti , le disgrazie e i guai dai quattro anni di vita in poi.


COMMENTO
Questo libro mi è piaciuto molto. All’inizio l’ho trovato un po’ lento, ma poi le vicende si facevano sempre più interessanti e così ricche di dettagli e di discorsi che mi sembrava di stare al posto di Richard. Con la sua descrizione, con i suoi racconti ho approfondito di più la conoscenza e la consapevolezza degli orrori del razzismo nell’America del Sud, in tutti gli ambienti: a scuola, allo sportello  dei biglietti, sul treno, in chiesa …   dove ci sono i posti riservati ai bianchi e posti riservati ai neri, dove c’è una separazione netta tra bianchi e neri e per non parlare dei soprusi a cui erano sottoposti nel mondo del lavoro e costretti nella vita spesso ad abbassare la testa  in segno di obbedienza a costo della vita. E’ stato un libro pieno di emozioni molto forti che ha dovuto nascondere per non avere problemi con i bianchi. Ma anche la prova da superare con altri ragazzi neri,  è stato un grosso ostacolo: prevalere. Succede anche oggi tra noi ragazzi. Anche la descrizione dei luoghi come le latrine e la sua curiosità sono descritte ampiamente. L’orfanotrofio e gli ostacoli che trova sulla sua strada non li ferma,  li affronta, non si arrende per raggiungere quel sogno di una vita migliore che l’America del Nord simbolo di speranza e libertà soddisferà. Si accenna alla guerra, anche se fa solo da sfondo, si parla dello scoppio, si parla della fine e si parla che i bianchi insegnano ai neri a combattere, li mandano a combattere contro i tedeschi ma quando tornano li vogliono ammazzare: non contano nulla. Sono stati anche i libri ad attrarlo fin da piccolo, e i libri gli hanno aperto gli occhi immaginando un altro mondo. Nell’autore all’inizio ci sono le impressioni, poi la riflessione, poi la consapevolezza passando dalla fanciullezza all’età adulta. 

sabato 9 giugno 2012

LA SCUOLA E' FINITA



 è finita la scuola ma non del tutto.
Ci aspettano ancora gli esami e il giudizio finale!!!!




                                                                  




































           Che paura! Solo al pensiero mi vien da urlare dal terrore!






                 

domenica 3 giugno 2012

VIAGGIO VIRTUALE IN SPAGNA





























BASKET


PALLACANESTRO o BASKET
                       

SCOPO DEL GIOCO : CENTRARE CON LA PALLA IL CANESTRO AVVERSARIO!!!
La pallacanestro, conosciuta anche come basket che significa cesto in inglese (abbreviazione del termine in lingua inglese basketball), è uno sport di squadra in cui due squadre di cinque giocatori ciascuna si affrontano per segnare con un pallone nel canestro avversario, secondo una serie di regole prefissate. Ogni partita dura 40 minuti suddivisi in 4 periodi di 10 minuti ciascuno (12 minuti nella NBA per un totale di 48 minuti). Le diverse regole statunitensi hanno soprattutto lo scopo di rendere il gioco più spettacolare.
UN PO’ DI STORIA ….. Springfield,Massachusetts, USA - 1891. La pallacanestro fu creata da un solo uomo: il dottor James Naismith, professore di educazione fisica canadese. Gli venne chiesto di trovare uno sport che potesse tenere in allenamento durante la stagione invernale i giocatori di baseball e football in alternativa agli esercizi di ginnastica.
UN PO’ DI CURIOSITA’ …. Si ispirò al gioco canadese duck-on-a-rock e i primi baskets furono proprio due cesti per le pesche appesi alle estremità della palestra del centro sportivo e due squadre di nove giocatori e regolato da 13 norme. Il nome fu coniato da uno degli allievi di James Naismith, Frank Mahan, in seguito al rifiuto dell'inventore di chiamarlo   Naismithball. Il 15gennaio 1892 Naismith pubblicò le regole del gioco: è la data di nascita ufficiale della pallacanestro. La prima partita ufficiale terminò 1 a 0 grazie al canestro di tale William "Willie" Chase.
LA STORIA CONTINUA …... Lo sport divenne popolare negli Stati Uniti in brevissimo tempo, cominciando subito dopo a diffondersi in tutto il mondo. Gli allievi di Naismith divennero missionari e mentre viaggiavano nel mondo per portare il messaggio cristiano, riuscivano a coinvolgere i giovani nel nuovo gioco.
Fu aggiunto al programma olimpico in occasione delle Olimpiadi di Berlino 1936. In quell'occasione, Naismith consegnò la medaglia d'oro agli Stati Uniti, che sconfissero in finale il Canada.
Nel 1946 nacque negli USA la National Basketball Association (NBA), con lo scopo di organizzare le squadre professionistiche e rendere lo sport più popolare.
In Europa, la pallacanestro ebbe una particolare risonanza e soprattutto l'Unione Sovietica fu lo stato che riuscì a competere a livello internazionale alla potenza degli Stati Uniti.
          
La palla
La palla da basket, soprannominata "palla a spicchi", deve ovviamente essere sferica, di cuoio o pelle ruvida, o di materiale sintetico, in modo da facilitare la presa dei giocatori anche con le mani sudate e deve essere anche della giusta durezza. Solitamente è di colore arancione-marrone, con le linee nere, ma nelle varianti per i playground è spesso variopinta. Le palle indoor ed outdoor differiscono anche per i materiali di cui sono ricoperte.
Dalla stagione 2004-2005 la FIBA ha adottato un pallone disegnato dal designer italiano Giugiaro, con delle strisce chiare accanto al classico arancione, col fine di migliorarne la visibilità per giocatori e pubblico.
Secondo il regolamento, il pallone può avere una circonferenza che varia tra i 72,4 cm (competizioni femminili) ed i 78 cm (competizioni maschili) ed un peso tra i 510 ed i 753 grammi.
        

Le attrezzature della pallacanestro

 Per il gioco, sono necessarie le cosiddette unità di supporto: due tabelloni, due canestri e i relativi sistemi di sostegno e protezione.

 Il campo

Nelle competizioni ufficiali le partite di pallacanestro vengono solitamente giocate al coperto in grandi impianti multidisciplinari detti palazzetti dello sport, il cui soffitto o ostacolo più basso deve essere ad una altezza di almeno 7 m dal campo di gioco. In passato, era consentito giocare in campi all'aperto, ma ormai è quasi ovunque vietato per gli incontri ufficiali.
Il campo di gioco è un rettangolo largo 15 metri e lungo 28 con il pavimento in legno (obbligatorio per le competizioni più importanti), gomma o sintetico delimitato da linee. Le linee devono essere larghe 5 centimetri e ben visibili, possibilmente bianche. La linea perimetrale delimita il campo non facendone parte. Attorno deve esservi una zona larga almeno 2 metri priva di ostacoli (comprese le panchine dei sostituti delle due squadre).All'interno del campo, ci sono altre linee, tracciate con lo stesso colore e larghe sempre 5 cm.
Durante i primi cinque decenni dell'evoluzione della pallacanestro, vi erano tre ruoli che un giocatore poteva ricoprire. In campo, infatti, c'erano: due guardie, due ali ed un centro.
Dagli anni ottanta, invece, le posizioni si sono evolute in maniera più specifica, diversificando ognuno dei cinque giocatori sul parquet:
   
  1. Playmaker: è colui che chiama gli schemi offensivi della squadra. Solitamente è il giocatore dotato di maggiore rapidità e di migliore controllo di palla con entrambe le mani. Negli Stati Uniti viene chiamato point guard.
  2. Guardia tiratrice: è il giocatore dotato del miglior tiro della squadra. Spesso i compagni fanno "blocchi" al suo difensore per permettergli di tirare più libero.
  3. Ala piccola: questo ruolo è ricoperto solitamente da un giocatore molto dotato fisicamente e in grado di marcare sia avversari più piccoli e veloci che più alti e pesanti.
  4. Ala grande o Ala forte: è uno dei giocatori più alti della squadra ma non il più forte fisicamente. Generalmente si tratta di un giocatore di alta statura ma con una discreta velocità di piedi
  5. Centro o Pivot: è il giocatore più alto e più pesante della squadra (in Europa i migliori raggiungono i 210 cm e i 120 kg, nella NBA i centri dominanti in media superano i 215 cm e i 130 kg). Sfruttando la sua mole deve prendere la maggior parte dei rimbalzi, cercare di stoppare gli avversari e portare blocchi per liberare i propri compagni.
Questa suddivisione in ruoli standard è tipicamente americana, e spesso viene riportata semplicemente con dei numeri ad indicare la posizione (da 1 a 5). Ovviamente non sempre i giocatori in campo rispettano questa divisione ideale, ma anzi un buon giocatore può giocare in più di un ruolo.

Le grandi squadre della NBA

Nel campionato NBA i più vittoriose di sempre sono i Boston Celtics guidati da Bill Russell e Bob Cousy che vinsero undici titoli in tredici anni dal 1959 al 1968, i Chicago Bulls dell'era Jordan – Pippen, i Los Angeles Lakers di Magic Johnson e Kareem Abdul-Jabbar e poi quelli di Kobe Bryant, Shaquille O'Neal e Phil Jackson. Attualmente i detentori del titolo sono i Dallas Mavericks che hanno conquistato il titolo NBA.

IL MIO BLOG

                                                                       
Finalmente il mio blog si è riavviato; avevo una fifa tremenda che arrivavo agli esami senza,
ma per fortuna tutto è andato per il meglio.
Inoltre, mi dispiaceva perché era stato un faticoso lavoro di un anno e ormai ci ero affezionato.
ERANO RICORDI CHE AVEVO PAURA DI AVER PERSO!!!

domenica 20 maggio 2012

LA MIA GALLERIA D' ARTE

La prima produzione....






la maturazione dell'artista!